1868 - 1974 Imposta di famiglia

Immagine di una famiglia con figli La legge n. 4513 del 26 luglio 1868 diede facoltà ai comuni di imporre, nei rispettivi territori, la tassa di famiglia o di focatico. Il focatico era un'imposta applicata su ciascun focolare, vale a dire su ciascuna abitazione di un gruppo familiare, o su ciascun fumante, se l'abitazione comprendeva più gruppi familiari.

Erano soggette alla tassa "le famiglie tutte residenti nel comune in ragione delle loro rendite, prelevate le spese di produzione e sottratte le annualità passive, qualunque ne sia l'origine, il moto e il luogo donde provengono". L'oggetto del tributo fu individuato nell'agiatezza, per cui la tassa famiglia non costituiva una tassa addizionale a quella sulla ricchezza mobile, né a quella sui fabbricati, né all'imposta prediale, ma si faceva esclusivamente riferimento a tutte quelle circostanze che contribuivano a maggiori o minori agi di una famiglia. Erano pertanto indici di agiatezza il valore locativo dell'immobile, il lusso della casa, nonché la posizione sociale. Soltanto un esiguo numero di comuni esentarono dal tributo le famiglie più povere. La stragrande maggioranza adottò aliquote progressive.

Il Testo Unico di riforma della finanza locale, R.D. 14.09.1931, n.1175, entrato in vigore l'1 .1.1932, sostituì l'imposta di famiglia con un'addizionale all'imposta complementare di stato, applicandola però solo alle ultime tre classi demografiche comunali (per i comuni con popolazione inferiore ai 30 mila abitanti). Gli altri comuni avevano invece la facoltà di istituire il tributo sul valore locativo.