Interpello

Lo Statuto ha introdotto all'art. 11 ("Interpello del contribuente"), a beneficio della generalità dei contribuenti, l'istituto dell'interpello ordinario.

Il contribuente, se nella normativa vi sono "obiettive condizioni di incertezza", può rivolgere un quesito all'amministrazione finanziaria, che deve rispondere entro 120 giorni.

Se la risposta non perviene entro questo termine si intende che l'Amministrazione concordi con l'interpretazione prospettata dal contribuente.

E' nullo qualunque atto emanato in difformità dalla risposta o dall'interpretazione prospettata dal contribuente e desunta in base al silenzio-assenso dell'Amministrazione.

Nel corso degli anni, tale istituto ha avuto un notevole sviluppo, consistente in un ampliamento delle tipologie di interpello, al fine di rendere attuale il principio di collaborazione tra fisco e contribuente.

Esistono quattro tipologie di interpello:

  • l'interpello ordinario: consente a ogni contribuente di chiedere un parere riguardo un caso concreto e personale al quale applicare una norma tributaria di incerta interpretazione;
  • l'interpello sulle società estere controllate - Controlled foreign companies (Cfc): consente al soggetto residente di dimostrare preventivamente la sussistenza dei presupposti per ottenere la disapplicazione della normativa sulle imprese estere partecipate, relativamente a ciascuna controllata estera;
  • l'interpello antielusivo: consente di acquisire un parere favorevole su diverse operazioni e sulla classificazione di spese alle quali si riferiscono le disposizioni antielusive;
  • l'interpello disapplicativo: consente di dimostrare che, per determinate operazioni, non sussistono gli elementi di elusività contrastati da specifiche norme dell'ordinamento tributario, delle quali si chiede pertanto la disapplicazione.